Cronaca 09:36 | 04/04/2025 - Rimini

La Guardia di Finanza sequesta 1,6 milioni di euro. Cinque denunciati per bancarotta fraudolenta, frode fiscale, riciclaggio ed autoriciclaggio, usura, estorsione e altro

Beni per un valore complessivo di 1,6 milioni di euro sono stati confiscati dalla Guardia di Finanza di Rimini in esecuzione di due diverse sentenze del Tribunale romagnolo. 5 le persone condannate in via definitiva per gravi reati economico-finanziari, tra cui bancarotta fraudolenta, frode fiscale, riciclaggio ed autoriciclaggio, usura, estorsione, abusivismo finanziario, trasferimento fraudolento di valori, associazione a delinquere, reati fallimentari, falsità ideologica. 

Le decisioni della Magistratura inquirente segnano l’epilogo di indagini condotte dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria che avevano consentito di smantellare due distinti sistemi illeciti ramificati sul territorio riminese. 

Nel primo caso, un imprenditore nel settore turistico aveva messo in piedi una maxi-frode accumulando milioni di debiti fiscali e previdenziali. Le società alberghiere, costituite ogni anno, a fine stagione venivano svuotate, intestarle fittiziamente a prestanome e trasferite all’estero per sfuggire ai creditori ed evadere le imposte mentre i profitti venivano sottratti e riciclati, tra prelievi in contanti ed investimenti immobiliari. Nel secondo, era stato scoperto un giro di usura ed estorsione basato su prestiti a tassi altissimi che permetteva ai responsabili, con continue minacce, di accumulare denaro, poi reinvestito in beni di lusso.

Le indagini patrimoniali hanno evidenziato un forte divario tra i redditi dichiarati dai condannati e il loro stile di vita, confermando che i beni accumulati erano il frutto di attività illecite. Grazie a un’attenta analisi delle transazioni finanziarie e dei legami tra le società, è stato possibile risalire ai patrimoni illeciti.

Le confische hanno riguardato svariati beni, tra cui immobili di pregio, auto di alta gamma e conti correnti utilizzati per nascondere i guadagni illeciti. Parte dei beni confiscati è stata affidata all’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata, con lo scopo di utilizzarli per fini istituzionali e sociali. In questo modo, anche i beni illeciti potranno essere destinati a finalità di interesse pubblico.

Queste attività sottolineano ancora una volta l’importante ruolo della Guardia di Finanza nella lotta ai patrimoni illeciti. L’obiettivo è non solo colpire chi accumula ricchezze illegalmente, ma anche proteggere l’integrità del mercato, tutelare la concorrenza leale e garantire la trasparenza.

L’azione della Guardia di Finanza si inserisce in un contesto più ampio di contrasto alla criminalità economica, attraverso una costante attività di prevenzione e repressione. Ogni operazione come questa dimostra che chi cerca di prosperare illegalmente rischia di perdere non solo la propria libertà, ma anche i beni accumulati con metodi illeciti. 

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