Cronaca 17:20 | 02/04/2025 - Rimini

Affissione di 100 manifesti con il volto di Trump bocciata ieri in giunta. Si arrabbia l'Arcigay e scrive le sue ragioni

Con delibera approvata ieri sera, la Giunta comunale di Rimini ha deciso di negare l’affissione di cento manifesti richiesta dall’Associazione culturale San Michele Arcangelo, per conto anche dell’Associazione Pro Vita & Famiglia Onlus, volti alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro l’ideologia gender.

Il manifesto mostra in primo piani volto di Donald Trump e la frase “Impedirò la mutilazione chimica dei giovani causata dall’ideologia gender”. La frase è una citazione dell’ordine esecutivo disposto dal presidente degli Stati Uniti appena insediato denominato “Defending women from gender ideology extremism and restoring biological truth to the federal government” (Difendere le donne dell’estremismo dell’ideologia gender e ripristinare la verità biologica nel governo federale), reso noto il 20 gennaio 2025. Il manifesto è completato dalla frase “Il Governo italiano prenda esempio”.

“Il diniego all’affissione spiega l’amministrazione comunale – deriva dalla constatazione che il messaggio riportato sia di carattere discriminatorio, dal contenuto oggettivamente non veritiero e fonte di allarmismo sociale”.

Il manifesto è ritenuto in contrasto con le disposizioni di legge in materia, con il Codice di Autodisciplina e della comunicazione commerciale (che ogni soggetto sottoscrive nel momento in cui richiede un’affissione pubblicitaria) oltre che non essere in linea con alcuni principi cardine della Costituzione italiana (che all’art. 3 garantisce l’uguaglianza e la non discriminazione e all’art.2 tutela i diritti inviolabili della persona). L’amministrazione comunale, scendendo nel dettaglio, ritiene il messaggio “fuorviante e non veritiero in quanto l’espressione mutilazione chimica fa intendere che le persone che intraprendono trattamenti ormonali (come, ad esempio, quelli necessari per il cambiamento di genere) stiano subendo una mutilazione, percepita come menomazione o violenza”.

“Queste terapie al contrario  rilevano da palazzo Garampi – fanno parte di protocolli medici testati e confermati dalla comunità scientifica per curare la disforia di genere e aiutare le persone che vogliono intraprendere questo percorso. Inoltre l’Aifa dal 23 settembre 2020 ha inserito la terapia ormonale di affermazione di genere nell’elenco dei medicinali erogabili a carico del servizio sanitario nazionale”.

Da palazzo Garampi sottolieneano anche allarmismo sociale “poiché la citazione rinforza lo stereotipo che le persone transgender siano vittime di un sistema che li spinge a prendere decisioni dannose o irrazionali per il proprio corpo (in riferimento ad una categoria particolarmente sensibile come quella dei giovani), quando in realtà questi percorsi sono effettuati sotto la supervisione di professionisti sanitari”.

Questo il documento e la nota ricevuta oggi  da Marco Tonti Presidente Arcigay Rimini "Alan Turing"

Il Comune di Rimini ha negato l'affissione di manifesti transfobici promossi da una certa "associazione San Michele Arcangelo", guarda caso San Michele Arcangelo è considerato il "patrono" di Forza Nuova, il movimento neofascista. Le ragioni del diniego sono state precisamente articolate e spiegate dal Comune e si fondano sulla recente riforma del codice di disciplina delle comunicazioni pubblicitarie approvato dal Consiglio comunale di Rimini. È un passaggio essenziale che impedisce a chiunque di offendere, denigrare, spargere disprezzo e odio impunito dai muri e dalle strade della nostra città. Rimini deve essere una città accogliente e rispettosa, sicura per quanto possibile anche sul piano comunicativo. Sentiremo sicuramente lamentele su una presunta riduzione del diritto di espressione, ma in primo luogo nessuno ha il diritto di offendere e diffondere informazioni false e ideologiche sulle persone trans, che sono cittadine e cittadini a pieno titolo. In secondo luogo usano come riferimento politico Trump che il primo giorno di insediamento ha proibito l'uso di parole come "antirazzismo", "Differenze culturali", "disabilità", "donna", "discorsi d'odio" e, insieme ad altre decine di parole del tutto inoffensive, l'immancabile "Golfo del Messico". Da una comunicazione che mette al centro il nuovo idolo delle ultradestre Trump, con le sue proibizioni terminologiche e concettuali, non si possono accettare proteste sulla limitazione del diritto di espressione. Le persone transgender sono messe ormai da mesi al centro del mirino, i centri sanitari che le prendono in carico sono oggetto di intimidazioni politiche, le scuole che adottano il registro alias minnacciate, le persone stesse sono oggetto di offese basate su svilenti luoghi comuni e bersaglio di iniziative che limitano la loro possibilità di poter avere l'esistenza serena e dignitosa a cui hanno diritto. Non possiamo che ringraziare il Comune di Rimini per essersi messo, ancora una volta e a livello nazionale, in prima linea per la difesa della dignità delle persone come già avvenuto con i manifesti che diffondevano informazioni false sulla interruzione volontaria di gravidanza e che ha recentemente avuto ragione anche al Consiglio di Stato. Un buon esempio che speriamo sia seguito anche dalle altre città.

Marco Tonti - Presidente Arcigay Rimini "Alan Turing"