Sono diversi i vantaggi per la salute del digiuno a intermittenza che può essere di due tipi: uno in cui si consumano tutti i pasti in 6-8 ore durante il giorno digiunando per le restanti 16-18 ore, oppure il digiuno 5:2 in cui ci si limita ad un solo pasto al dì per due giorni la settimana e si utilizza una dieta regolare gli altri giorni. Un neuroscienziato americano della Johns Hopkins University è arrivato a questo verdetto revisionando una vasta mole di studi sull’argomento degli ultimi 25 anni e ha pubblicato le sue conclusioni su una prestigiosissima rivista scientifica internazionale. Dal lavoro è emerso che il digiuno a intermittenza può modificare i fattori di rischio di obesità e diabete quali la pressione alta, il colesterolo alto, la glicemia e l’infiammazione. Seppure servano ulteriori studi di conferma tale digiuno potrebbe far bene anche alla salute del cervello; in futuro infatti si potrà arrivare a nuove strategie di intervento per contrastare neurodegenerazione e demenza basate sul digiuno e sviluppare un farmaco “mima-digiuno” con la stessa efficacia del digiuno stesso su corpo e mente.
dott. Alessandro Bovicelli