Cronaca 13:21 | 27/01/2025 - Romagna

Il gruppo in consiglio comunale di Gloria Lisi, interviene sulla questione lotta alla prostituzione a Rimini Sud con un documento di risposta

Risposta agli articoli “SOS prostituzione a Marebello” e “Lotta alla prostituzione” usciti su Il Resto del Carlino del 23 e del 24 gennaio 2025

Il 23 gennaio su Il resto del Carlino Rimini appare un articolo dal titolo “Salotto a luci rosse”. Il giornalista Francesco Zuppiroli raccoglie le parole del Vice Presidente del Comitato Rimini Sud, Massimiliano Baietta, che lamenta la mancata repressione del fenomeno della prostituzione da parte delle forze dell’ordine, riferendosi ad un mancato controllo del territorio da parte delle polizie locali. In fotografia un divano vecchio e rotto, da buttare dice lo stesso giornalista. Colpevoli di averlo abbandonato lì, lascia supporre l’articolo, le ragazze in prostituzione. Per aspettare i clienti “più comode” (Sic).

Gli risponde il giorno dopo l’assessore alla sicurezza del Comune di Rimini, Juri Magrini, che rincara la dose. Perché attaccare la polizia locale, dice, che fa ampiamente il suo dovere come può, in mancanza di una legge nazionale che regolamenti la prostituzione, di cui pare volere l’approvazione, spingendosi addirittura a suggerire l’istituzione del reato stesso di “prostituzione”? Dall’articolo: "Baietta, oltre ad essere il vice presidente di un comitato, è stato candidato nella lista della Lega ‘Salvini Premier’ alle elezioni comunali del 2021. Questo non è un attacco personale, ma una considerazione oggettiva: il suo partito è al governo da oltre due anni. Perché allora non propongono l’introduzione del reato di prostituzione? Se davvero vogliamo affrontare il problema, sarebbe opportuno che chi ha la possibilità di agire a livello legislativo si muovesse in tal senso".

Ora, c’è da restare basiti. Esistono ricerche internazionali che lo provano: le donne in prostituzione subiscono varie forme di violenza e una grave violazione di diritti umani. In un rapporto ufficiale del maggio 2024, stilato per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Reem Alsalem, Relatrice Speciale sulla violenza contro le donne e le ragazze, esamina proprio la violenza come forma, causa e conseguenza della prostituzione.

Dal suo rapporto, per la cui compilazione la relatrice ha ricevuto circa 300 contributi da una ampia gamma di soggetti interessati, 86 esperti e donne con esperienze vissute provenienti da tutti i continenti, oltre a visite ufficiali in vari paesi europei, si evince che le donne in prostituzione sono vittime di un sistema di sfruttamento, subiscono violenza e abuso, non viene loro riconosciuta alcuna dignità, sono soggette ad atti degradanti, a forme di tortura, a violenze fisiche incluso stupro di gruppo, percosse severe, femminicidi da 10 a 30 volte più frequenti che nella popolazione femminile non soggetta a prostituzione, e altro che sarebbe gravoso precisare. Nello stesso rapporto si rileva come tutto questo provoca disabilità permanenti e traumi psicologici. Del resto tutte e tutti noi sappiamo che le donne in prostituzione sono spesso soggette a tratta e a traffico di essere umani, che vengono dalle realtà più difficili, come povertà, immigrazione, paesi in guerra, violenze subite in età infantile o adolescenziale e possiamo facilmente intuire gli abusi di cui sono vittime.

La stessa Corte Costituzionale Italiana, interrogata durante il processo a Tarantini, che era, per chi non lo ricorderà, colui accusato di aver procurato escort a Berlusconi, si espresse chiaramente in tal senso. La prostituzione non può essere considerata un lavoro in quanto gravemente lesiva della dignità della donna. Cosa che già Lina Merlin aveva con fermezza affermato quando riuscì a far approvare la legge che porta il suo nome.

Di fronte a tutto questo dobbiamo leggere di uomini politici di sinistra che sembrano voler rimettere sulle vittime il peso della loro sofferenza. Dalla destra in qualche modo ce lo aspettiamo, dalla sinistra no.

Come donne, prima che come femministe, siamo profondamente offese da questo modo di affrontare la questione, dove la tragedia di milioni di donne nel mondo viene considerata una questione di “decoro”, e dove dopo più di 70 anni sembra si voglia cancellare quella che fu una grande conquista di Lina Merlin: la cancellazione di quelle “Case chiuse” dove venivano segregate delle donne, considerate persone di serie B.

Proprio l’applicazione della legge Merlin, potenziata nella direzione del modello nordico, cioè responsabilizzando e colpendo la domanda e l’uso di prostituzione da parte degli uomini, senza criminalizzare in alcun modo le persone prostituite, resta invece la direzione in cui andare se si vuole risolvere il problema e lottare contro una delle forme più antiche di oppressione e violenza sulle donne. Finché non si arriverà a comprendere questo come un fondamentale obbiettivo di civiltà resterà più difficile combattere anche tutte le altre forme di violenza contro le quali molte di noi combattono ogni giorno.

Firmano
Associazione Dorad
Esohe Aghatise – Iroko Onlus
Il aria Baldini - Resistenza Femminista
Bernadeta Bortos - Iroko
Chiara Carpita - Resistenza Femminista
Paola Cavallari – Osservatorio Interreligioso sulla Violenze contro le Donne Anja Dahm
Alessia Lea Di Rago
Caterina Gatti
IROKO Onlus
Gloria Lisi - Consigliera Comunale Comune di Rimini
Movimento per i Diritti delle Donne
Roseline Osagie – Associazione Dorad
Luciana Tavernini – della Libreria delle Donne di Milano
Ruby Till - Iroko
Grazia Villa - Avvocata