"Mi auguro che questa mia poesia possa donare agli abitanti di Santarcangelo e ai famigliari dei due alpinisti un po' di speranza". E' l'incipit che Yuleisy Cruz Lezcano (nella foto) scrive inviandoci il suo lavoro intitolato "Luoghi d'attesa".
Forse bisogna guardarsi un po' dentro,
scavare un po' nell'anima,
più di quello che di solito si fa...
i colori dei gesti allora mutano,
il rumore delle espressioni
che li precedono vengono alla vita,
senza farci afferrare i simboli.
Viviamo a volte senza sapere come.
A fior della speranza che ci contiene,
la verticalità di tutti gli echi,
lasciati dagli sguardi che si staccano,
ci parlano, ci stanno parlando.
Raccontano dei morti che non sono morti
perché in tanti ancora li stanno cercando.
Ed è l'inferno il mutevole cammino
di un passo, una scivolata.
L'invisibile elementare diviene
e tante farfalle bianche,
ad alta quota, volano,
cadono spinte dal vento.
Guardiamo oltre l'angolo oscuro,
si rianimano come due masse
e camminano, vediamo
due corpi che vanno.
Chiudi gli occhi,
apri gli occhi, quella attesa
che non si arrende
mantiene viva la speranza
e due alpinisti in lontananza
raddunano il volo delle farfalle
per emettere dalla vita
i segnali.
Yuleisy Cruz Lezcano