Politica 13:17 | 27/03/2025 - Romagna

Petitti (Pd), dati Istat evidenziano peso di salari in caduta (9,5% di lavoro povero nel riminese)e inflazione (+2,7%). Aumenta il rischio povertà

Petitti (Pd), dati Istat evidenziano peso di salari in caduta (9,5% di lavoro povero nel riminese) e inflazione (+2,7%). Aumenta il rischio povertà, in particolare per le lavoratrici precarie. Bene la manovra approvata dalla Regione per  ridurre diseguaglianze e potenziare i servizi. Jobs act da eliminare con il voto del referendum

Inflazione in aumento e salari in caduta aumentano il rischio povertà, colpendo in particolare le donne lavoratrici precarie. Secondo Onu da un lato e Istat dall'altro, l’Italia è il Paese con il peggior crollo dei salari reali di tutto il G20 e con una conseguente perdita del potere d'acquisto dell'8,7% tra il 2008 e il 2024, ma anche quello in cui cresce la quota di coloro che vivono a rischio di povertà o esclusione sociale, che è passata dal 22,8% del 2024 al 23,1% di oggi.   

Il peso di inflazione e “lavoro povero”

Un dato che, a livello locale, è  aggravato dal peso più consistente dell’inflazione, che si “mangia” una quota consistente del reddito da lavoro, portando la povertà relativa per lavoratrici a basso reddito (ovvero chi lavora ma  con salario insufficiente) in provincia di Rimini al 9,5% ( frutto anche dell’alta stagionalità e precarietà di lavori in settori come turismo e ristorazione), rispetto alla media nazionale del 10,3% (era al 9,9% nel 2023). Tipologia di lavoro e costi dell’abitare rappresentano per molte di queste lavoratrici lo spartiacque tra una vita dignitosa e una vita povera.

 

Inflazione media annua 2025 (%)

Note

Italia

1,6%

Beni energetici (+31,4%)

Emilia-Romagna

1,7%

Aggravio medio 449 euro a famiglia

Rimini

2,7%

Seconda città più cara, 734 euro a famiglia aumento medio

Un bilancio contro le diseguaglianze

In un Paese dove un quarto della popolazione rischia la povertà e la distanza tra chi ha tanto e chi ha poco continua ad aumentare, servirebbero investimenti straordinari sul lavoro, sul salario minimo, sul sostegno alle famiglie. E invece ci ritroviamo con una politica economica che protegge i forti e abbandona chi è più fragile.

La Regione Emilia-Romagna, consapevole anche di queste criticità, ha votato una manovra non facile, certo, ma che contiene misure forti a difesa della salute e dei diritti delle cittadine e dei cittadini, capace di garantire e accrescere servizi essenziali e misure per la sicurezza del territorio, unitamente al sostegno a lavoro, crescita e sviluppo. 14,3 miliardi di euro di cui oltre 10 per la sanità. Ci tengo a sottolineare come per il fondo affitto, nel 2025, siano previsti 10 milioni di euro, lo stesso importo che il governo ha stanziato per il Paese interoServirà coraggio e determinazione per difendere i livelli dei nostri servizi senza un adeguato sostegno economico da parte del Governo.

Dal Jobs act effetti negativi sulla precarietà del lavoro, eliminiamolo con il referendum

La sfida contro la precarietà è anche la sfida del Jobs Act. I dati mettono nero su bianco un aumento delle diseguaglianze che queste norme non hanno certo contribuito a contrastare, anzi. Con i referendum di primavera avremo la possibilità di  smontare le norme che rendono più precario il lavoro,  come il Jobs Act, quelle che moltiplicano i subappalti e dare la cittadinanza a oltre due milioni di ragazzi nati in Italia da genitori senza la cittadinanza.