Cronaca 13:58 | 03/04/2025 - Bellaria Igea Marina

Il Comune dedica una nuova via a Oriana Fallaci

Ha partecipato da giovanissima alla Resistenza, è stata la prima donna italiana ad andare al fronte in qualità di inviata speciale, si è affermata quale cronista e scrittrice tra le più influenti del Novecento, è stata autrice di volumi che hanno venduto più di venti milioni di copie e portano la sua firma alcuni dei reportage giornalistici più brillanti dello scorso secolo: con recente atto di Giunta, l’Amministrazione Comunale ha intitolato ad Oriana Fallaci una delle traverse di via Savio, lato Nord della strada. Un provvedimento che intende mantenere la memoria di una figura chiave nel panorama culturale e giornalistico italiano, la cui parabola personale e professionale ha incrociato per più di sessant’anni i più importanti avvenimenti della storia italiana e internazionale. Un’intitolazione che, altresì, dà continuità ad altri atti di intitolazione dall’alto valore simbolico definiti dall’Amministrazione negli ultimi anni in relazione a grandi figure femminili che hanno segnato la storia del Paese in campo storico, scientifico e culturale. Ne sono esempio la strada che, poco distante dalla nuova via Oriana Fallaci, è stata intitolata di recente a Norma Cossetto, italiana istriana vittima innocente nel 1943 dei partigiani jugoslavi, la piazza sul lungomare di Igea Marina che da qualche anno porta il nome della grande poetessa Alda Merini, e ultima in ordine di tempo l’intitolazione dell’Istituto Comprensivo di Bellaria Igea Marina a Rita Levi Montalcini: luminare di neurologia e unica donna italiana a ricevere il Premio Nobel per la Medicina, ma anche testimonianza di successo e riscatto in Patria, dopo la fuga forzata dall’Italia a seguito delle leggi razziali del 1939.

Oriana Fallaci: un gigante del giornalismo italiano.

Pur iscrivendosi a medicina, iniziò presto a lavorare come giornalista per potersi mantenere durante gli studi. Si trasferì a Milano negli anni Cinquanta ed esordì nel giornale Epoca per passare a L'Europeo, con cui collaborerà fino al 1977. Nel pieno fermento che si respirava in tutto l’Occidente, si trasferì a New York per vedere da vicino la società americana in trasformazione, dagli hippy alla controcultura, sino alla guerra del Vietnam. È così che nacque il libro "I sette peccati capitali di Hollyvood", con prefazione di Orson Welles, radiografia di ciò che accadeva nella capitale del cinema. Nel 1967, divenne la prima corrisopondente di guerra donna, recandosi in Vietnam dodici volte per conto de L’Europeo: con posizioni tanto critiche verso l'invasione statunitense quanto nei confronti delle azioni del Fronte Nazionale per la Liberazione dei Vietcong. Storie che verranno poi incluse nel romanzo "Niente e così sia" del 1969. Tornata negli Stati Uniti, seguì eventi chiave come gli omicidi di Martin Luther King e Robert Kennedy. In quegli anni, seguì da vicino anche una manifestazione a Città de Messico alla vigilia delle Olimpiadi, una protesta repressa con violenza da parte della polizia, con oltre 250 morti e nella quale fu colpita e data per morta: portata all'obitorio dell'ospedale, venne salvata da un sacerdote che si accorse come, invece, fosse ancora viva. Negli anni successivi tanto altro: l'amicizia duratura con gli astronauti della missione Apollo, la tormentata relazione con il politico greco Alexandros Panagulis, contatti e interviste con personaggi del calibro di Federico Fellini, Marcello Mastroianni, Henry Kissinger, l’Ayatollah Khomeini, Mohammad Reza Pahlavi, ultimo Scià di Persia, sino a Gheddafi. Strenua nemica del fondamentalismo islamico come lo era stata di ogni forma di oppressione, soprattutto durante gli ultimi anni di vita fece discutere l’opinione pubblica per il coraggio e la durezza dei suoi atti d’accusa in seguito agli attentati dell'11 settembre 2001 a New York. Malata da tempo, morì il 15 settembre 2006 nella sua Firenze.