Cronaca 14:49 | 05/02/2025 - Dall'Italia

Secondo Cgil: nel 2024 aumentano i morti sul lavoro in Emilia- Romagna

"In Emilia-Romagna, come in tutta Italia, continua l’inaccettabile strage di lavoratrici e lavoratori. Un anno di stragi (da Suviana alla Toyota), in particolare in appalti e subappalti. Fortissimo legame tra sfruttamento e insicurezza, serve un modo diverso di fare impresa, sanzioni rafforzate, personale e risorse per controlli e ispezioni”.

Con i dati resi disponibili da INAIL nella giornata di oggi, l’“Osservatorio permanente sugli infortuni e sulle malattie professionali in Emilia Romagna” costituito dalla CGIL Emilia Romagna è in grado di fornire un quadro completo dell’andamento infortunistico nel 2024 nella nostra regione.

Nel 2024 in Emilia-Romagna si sono registrati:

  • 75.868 infortuni denunciati (-1,1% rispetto ai 76.687 del 2023);
  • 96 denunce di infortunio con esito mortale (+5,5% rispetto alle 91 del 2023);
  • 7.543 malattie professionali denunciate (+15,8% rispetto alle 6.516 del 2023).

I settori che nel 2024 hanno registrato il numero maggiore di morti sul lavoro in Emilia-Romagna sono:

  • trasporto e magazzinaggio (23 infortuni mortali denunciati);
  • agricoltura (15);
  • costruzioni (11);
  • noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (5);
  • fabbricazione di macchinari e apparecchiature (4);
  • commercio e riparazione (3); metallurgia (3); industrie alimentari (3); servizi di alloggio e ristorazione (3); sanità e assistenza sociale (3).

A livello nazionale, parliamo di 589.571 infortuni di cui 1.090 infortuni mortali nel 2024. Questo vuol dire che ogni giorno in Italia si verificano 3 morti sul lavoro e 1.610 infortuni.

In cinque anni, dal 2020 al 2024, in Emilia-Romagna hanno perso la vita sul lavoro 576 lavoratrici e lavoratori: 69 nell’agricoltura, 90 nell’edilizia e 117 nel trasporto e magazzinaggio.

Nel 2024 crescono in Emilia-Romagna gli infortuni mortali delle lavoratrici donne (11, +57,1% rispetto al 2023), dei lavoratori nati all’estero (23, +21,1% rispetto al 2023) e dei lavoratori over 65 anni (15, +50% rispetto al 2023).

Come dimostrato dai dati nazionali relativi al periodo 2002-2022, il 55,8% degli infortuni mortali riguarda lavoratrici e lavoratori con contratti non standard, il 54,7% si verifica in aziende con meno di 10 addetti. Esattamente come 60 anni fa, il 33% degli infortuni mortali è causato da cadute dall’alto, il 15,7% dallo schiacciamento dovuto alla caduta di oggetti.

“Negli ultimi anni – commenta il Segretario Generale della CGIL Emilia Romagna Massimo Bussandri - si sono moltiplicate vere e proprie stragi del lavoro: Brandizzo, Esselunga di Firenze, Suviana, Casteldaccia di Palermo, Toyota di Bologna, Eni di Calenzano, Ercolano. Fa impressione constatare come protagoniste siano spesso e volentieri grandi imprese e aziende partecipate dallo Stato. È inaccettabile che 3 lavoratrici e lavoratori al giorno in Italia siano vittime dell’esasperazione del profitto, del disinteresse per i diritti e la sicurezza di chi lavora. In un paese civile questa sarebbe la priorità di qualsiasi Governo: mettere in sicurezza i luoghi di lavoro, aumentare i controlli e sanzionare con durezza chi non rispetta le regole, sostenere il ruolo e il lavoro fondamentale dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, investire in formazione. Queste dovrebbero essere le priorità del Governo, che invece – seguendo la retorica del “non disturbare chi produce” – appare assente e disinteressato.”

“Dalle analisi del nostro Osservatorio (che saranno approfondite nel Rapporto annuale di prossima pubblicazione) – continua Paride Amanti della Segreteria regionale -, emerge una realtà chiara: c’è un fortissimo legame tra qualità del lavoro, sicurezza sul lavoro e legalità. Sono evidenti i fattori che incidono sul rischio di infortunarsi sul lavoro: i settori più esposti (a partire da agricoltura, logistica e edilizia) sono quelli caratterizzati da maggiore precarietà del lavoro, dalla frammentazione del sistema delle imprese e quindi da una minore dimensione aziendale, dalla maggior presenza di fenomeni di illegalità e sfruttamento fino alle vere e proprie infiltrazioni della criminalità organizzata. E poi, emerge con forza il tema degli appalti e dei subappalti che intreccia tutti questi fenomeni: più si allungano le filiere dei subappalti a cascata più crescono i rischi per lavoratrici e lavoratori. Bisogna cambiare il modo di fare impresa: massimo ribasso, subappalti a cascata, mancanza di controlli, precarietà del lavoro sono scelte ben precise, non sono una fatalità. Scelte che possono e devono essere cambiate e su questo serve che tutti si assumano le proprie responsabilità: Governo, Istituzioni, Associazioni di impresa e singole aziende.”

“La sicurezza sul lavoro – conclude Bussandri - è al centro della battaglia referendaria della CGIL e chiediamo al Governo risposte sulle proposte chiare e concrete che abbiamo avanzato a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. E la sicurezza sarà al centro anche delle nostre proposte per la manutenzione del Patto per il Lavoro e per il Clima regionale. Il Patto per la Tutela della Salute e della Sicurezza sul lavoro condiviso nello scorso mandato è stato un punto di partenza significativo ma deve essere attuato in tutte le sue parti: la priorità è estendere le tutele conquistate negli appalti pubblici a tutto il sistema degli appalti privati, consolidare i Tavoli provinciali, realizzare un maggior coinvolgimento degli organismi ispettivi, attuare la formazione obbligatoria prima di cominciare l’attività lavorativa, stabilire procedure da seguire per gli eventi estremi e allargare l’Ordinanza caldo, finanziare progetti per l’introduzione delle tecnologie salva- vita nei luoghi di lavoro. E poi, a partire dal 2025, anche con le Associazioni di impresa occorre fare un patto: almeno 1 ora di assemblea sindacale all’anno, anche aggiuntiva, deve essere dedicata in ogni luogo di lavoro ai temi della salute e della sicurezza sul lavoro.

TAB1. Denunce di infortunio e di infortunio mortale a livello provinciale

Provincia

Infortuni denunciati

2024

Infortuni denunciati

2023

Variazione % infortuni denunciati

(2024-2023)

Denunce di infortunio mortale

2024

Denunce di infortunio mortale

2023

Variazione infortuni mortali

(2024-2023)

Bologna

16.546

16.472

+0,4%

24

15

+9

Ferrara

4.170

4.291

-2,8%

9

7

+2

Forlì-Cesena

6.822

6.845

-0,3%

8

13

-5

Modena

14.623

14.736

-0,8%

12

15

-3

Parma

7.732

8.416

-8,1%

10

12

-2

Piacenza

4.465

4.467

+0%

8

8

0

Ravenna

7.017

6.871

+2,1%

8

11

-3

Reggio Emilia

9.292

9.536

-2,6%

8

7

+1

Rimini

5.201

5.053

+2,9%

9

3

+6

Totale ER

75.868

76.687

-1,1%

96

91

+5

Totale Italia

589.571

585.356

+0,7%

1.090

1.041

+49

 

TAB 2. Denunce di infortunio e infortuni mortali a livello settoriale in Emilia-Romagna (primi 10 settori per numero di infortuni denunciati)

Settore

Infortuni denunciati

2024

Infortuni denunciati

2023

Variazione % infortuni denunciati

(2024-2023)

Denunce di infortunio mortale 
2024

Denunce di infortunio mortale

2023

Variazione infortuni mortali (2024-2023)

Per Conto Stato

11.370

10.187

+11,6%

3

0

+3

Sanità e assistenza sociale

5.849

5.814

+0,6%

3

0

+3

Trasporto e magazzinaggio

5.650

5.648

+0%

23

15

+8

Commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli

5.522

5.324

+3,7%

3

8

-5

Costruzioni

4.644

4.611

+0,7%

11

18

-5

Agricoltura, silvicoltura e pesca

3.726

3.622

+2,9%

15

16

-1

Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese

3.687

3.271

+12,7%

5

5

+0

Metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo

3.381

3.643

-7,2%

3

3

+0

Attività dei servizi di alloggio e ristorazione

3.180

3.074

+3,4%

3

2

+1

Fabbricazione di macchinari ed apparecchiature

2.980

3.401

-12,4%

4

3

+1

Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco

2.626

2.836

-7,4%

3

2

+1

Non determinato*

12.878

14.646

-12,1%

6

8

-2

Totale ER

75.868

76.687

-1,1%

96

91

+5

Totale Italia

589.571

585.356

+0,7%

1.090

1.041

+49

 

TAB 3. Denunce di malattie professionali a livello provinciale

Provincia

Malattie professionali

denunciate

2024

Malattie professionali

denunciate

2023

Variazione % malattie professionali denunciate

(2024-2023)

Bologna

1.656

1.361

+21,7%

Ferrara

312

247

+25,3%

Forlì-Cesena

1.370

1.136

+20,6%

Modena

882

810

+8,9%

Parma

632

522

+21,1%

Piacenza

217

164

+32,2%

Ravenna

626

579

+8,1%

Reggio Emilia

1.306

1.268

+3%

Rimini

542

429

+26,3%

Totale ER

7.543

6.516

+15,8%

Totale Italia

88.499

72.754

21,6%

 

 

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