Nel 1982, alla conferenza di Rimini dell'allora Partito Socialista Italiano, Claudio Martelli tenne un discorso sul lavoro, sulla scuola, sul ruolo della politica in un paese moderno. In quell'occasione Martelli coniò una formula semplice e destinata a grande fortuna: "meriti e bisogni". Da allora sono passati 43 anni, eppure "oggi, il paesaggio sociale dell'Italia non è sostanzialmente cambiato, le priorità che quel discorso indicava sono ancora attuali e anzi la loro modernità segnala l'assenza o la pochezza delle proposte successive, comprese le paradossali invettive contro la tirannia del merito e la cecità di fronte al malcontento all'origine degli attuali populismi".
Ecco, dunque, che diventa necessario tornare a rileggere "meriti e bisogna" mettendo questi due concetti nuovamente al centro del confronto e della riflessione. Martelli, ex ministro della Giustizia, politico, giornalista, scrittore e conduttore televisivo, lo farà venerdì 28 marzo alle 17.30 al Rockisland di Rimini, in occasione della presentazione del nuovo libro "Il merito, il bisogno e il grande tumulto" (Ed. La Nave di Teseo).
L’evento, patrocinato dal Comune di Rimini, vedrà Martelli dialogare con il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, l’on. Andrea Gnassi, la consigliera regionale Alice Parma e l’on.Sergio Pizzolante. Modererà l’incontro Benedetta Cicognani, e sarà presente per un saluto istituzionale il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad. L’ingresso è libero.
L’evento rappresenta un ritorno simbolico e significativo per Martelli, che nel 1982 emozionò la platea riminese con la sua visione di una società capace di riconoscere tanto i meriti quanto i bisogni:
"A Rimini suscitò commozione l'aver fatto emergere e riscattare il mondo del bisogno, il mondo della miseria e del dolore. Ma commosse anche la volontà di fare del nostro un mondo migliore aprendo e non sbarrando la strada alle persone che hanno meriti, capacità, talenti".
Oggi più che mai, secondo Martelli, questa visione è imprescindibile: "L'espatrio negli ultimi anni di centinaia di migliaia di giovani italiani laureati e diplomati rende la necessità di riconoscere i meriti un'emergenza ancora più attuale di allora. D'altra parte, l'aumento del numero di famiglie italiane precipitate nella povertà assoluta impone l'urgenza di politiche mirate al risentito mondo del bisogno. Premiare il merito e i talenti significa aprire la strada a chi non ha ereditato privilegi o vantaggi dalla lotteria della vita. Significa mettere o rimettere in moto l'ascensore sociale fornendo a chi è sprofondato nell'emarginazione una possibilità e un esempio virtuoso, praticabile, contagioso. Se il libero mercato produce più prosperità di qualunque altro sistema economico, se è vero che gli spiriti del capitalismo generano progressi, progressi anche maggiori li genera l'accesso di masse crescenti all'istruzione, al lavoro e alle professioni. Una società aperta è una società più equa, e una società più giusta è una società più dinamica e più prospera".
L’incontro si inserisce nella programmazione culturale promossa dall’associazione riminese "Visioni Avanzate", fondata da Sergio Pizzolante, Laura Ravasio e Sergio Gambini con l'obiettivo di stimolare nuove occasioni di riflessione su temi socio-politici.
Tra gli eventi già realizzati dall’associazione spiccano gli incontri con Antonio Funiciello, autore di "Leader per forza", Salvatore Merlo, vicedirettore de Il Foglio, e Antonello Caporale, caporedattore de Il Fatto Quotidiano, che hanno presentato il libro "Destra, sinistra e viceversa. Catalogo breve delle virtù nascoste dei progressisti/Dei peggiori vizi dei conservatori", oltre alla presentazione di "Muoio per te", il romanzo di Riccardo Nencini dedicato a Matteotti.