Il ricordo è affidato a Piergiorgio Cappelli, uno che a quei tempi c'era, oggi stimato esperto meteo a cui spesso anche noi ci rivolgiamo.
"La nevicata della mia vita: 58 anni fa, come oggi. Era un sabato quel 7 gennaio 1967. Dalle 3 di notte alle 12 caddero a Rimini 80 cm di neve con temperatura a-1. Solo il febbraio 1929 superò con 130 cm quella nevicata. Le altre grandi nevicate del 56, 63, 85 e 91 non superarono i 50/55 cm di spessore al suolo, anche se quelle ondate di gelo furono più intense e durature.
La notte prima della "Befana" (Epifania) a Rimini scesero bei 20 cm di neve. La bora e la pioggia del 6 gennaio la fecero sparire in poche ore. Il giorno successivo era un sabato. Alle 3 di mattino da bora gira il mio vento da neve: il NO! Neve fitta con -1 fino alle 12 !!! CM. OTTANTA!!!!
La mia via, che allora era l'unica che portava da Rimini a S.Marino, restò bloccata fino al giorno dopo. Solo un piccolo "sentiero" prodotto dal calpestio, in mezzo alla strada, fra muri di neve. Quel giorno andai ugualmente al lavoro, a piedi. La ditta dove lavoravo produceva ossigeno, e l'ospedale quella mattina doveva essere rifornito. Si chiamò l'Esercito che con mezzi cingolati provvide al trasporto delle indispensabili bombole all' ospedale, che allora era nei pressi di piazza Ferrari, in centro. La circolazione in tutto Rimini e circondario era interrotta. L' "A14" allora arrivava solo a Rimini (era in costruzione), e da Rimini a Cesena era intransitabile. Come interrotta la linea ferroviaria da Rimini a Riccione. Rimini ebbe lo spessore maggiore di neve in pianura di tutta Italia quell'anno. Appena rifornito l'ospedale, chiudemmo lo stabilimento (mancava la luce). Io non tornai neppure a casa, ma con fatica mi portai, sempre a piedi, sul mio Covignano (la collina di Rimini mt 151).
Spettacolo degli spettacoli! Cumuli di neve oltre i due metri dove il vento pareggiava le non uniformità del terreno collinoso. Si sentivano solo i trattori dei contadini che con le ruspe cercavano di liberare ognuno un tratto di strada... Il piazzale del Convento delle Grazie, una fiaba! I cipressi alti una decina di mt. con la chioma piegata dal peso di quintali di neve, fino a toccare terra. La città sottostante indescrivibile visione bianca..... A casa più tardi il mio badile lavorò per almeno quattro ore fino a notte inoltrata per far "rotta" a casa mia. Riuscirò a vedere ancora una "visione" simile?