Cronaca 13:20 | 24/02/2025 - Romagna

Petitti (Pd): Lavoro: nella provincia di Rimini previsto nel primo trimestre un +9,7% di assunzioni, l’incremento più alto in Emilia-Romagna

Petitti (PD):”Più lavoro, ma Il paradosso è non trovare il personale. L’inflazione richiede un adeguamento degli stipendi e servono aiuti per l’abitare, per evitare la fuga dei giovani. Contrasto degli abbandoni scolastici e rinforzo delle competenze le leve formative”

Un apparente paradosso caratterizza questi primi tre mesi del 2025, dove a fronte di previsioni ottimistiche sulle assunzioni, il rischio è di non trovare il personale. I numeri sono quelli dell’indagine della Cgia di Mestre che inserisce Rimini come provincia dell’Emilia-Romagna con l’aumento di assunzioni previste più alto. Nel trimestre gennaio marzo 2025, rispetto l’omologo periodo dell’anno precedente, si prevede un +9,5% nel territorio riminese, che porterebbe a 10.970 i nuovi ingressi rispetto, ai 10.000 dell’anno scorso.

Un quadro apparentemente positivo, considerato che solo Ravenna (+8%) Forlì-Cesena (+2,2%) e Piacenza (+0.3%) fanno registrare il segno più in regione.

Entrate previste

Gennaio-marzo 24

Gen-mar 25

 

Var% 24/25

Italia

1.376.120

1.373.240

-2880

-0,2%

Provincia di Rimini

10.000

10.970

+970

+9,7%

 Quando però si scende nel pratico arrivano le difficoltà. Secondo gli imprenditori italiani, tra il 2017 e l’inizio di quest’anno la percentuale di difficoltà nel reperire il personale è più che raddoppiata. Se otto anni fa 21,5 imprenditori su cento avevano denunciato la grave difficoltà nel trovare collaboratori da assumere nella propria attività, per l’anno in corso la soglia è salita al 49,4. In buona sostanza un imprenditore su due non riesce a trovare addetti da assumere nella propria azienda, con differenze a livello regionale molto importanti.

Anche secondo la Camera di Commercio locale le previsioni rischiano di scontrarsi con la difficoltà ad incrociare domanda e offerta, in particolare nel settore degli operai (con, cito, più del 90% di richieste cadono nel vuoto) ed operai specializzati (più del 70% di mancato incrocio).

Un apparente paradosso – sottolinea la consigliera regionale Petitti (PD) - che rischia di diventare un pericoloso cortocircuito soprattutto per le e i giovani. Il pericolo, da evitare, è quello di vedere ripartire i nostri giovani, anche a causa dell’aumento vertiginoso del costo della vita, che si mangia gli stipendi e non permette soluzioni abitative dignitose.  Più in generale, le politiche pubbliche rivolte alle e ai giovani devono essere rimesse al centro del dibattito pubblico e istituzionale. Serve un deciso cambio di passo, e una reale attenzione capace di migliorare le condizioni delle e dei giovani che vivono nel nostro Paese, a partire dalla formazione. Perché se le aziende lamentano di non trovare i profili adeguati alle loro aziende, significa che serve agire da subito su due leve: la prima è quella del contrasto all’abbandono scolastico, la seconda quella delle competenze, che vanno rinforzate con una formazione più attenta alle esigenze del territorio”.

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